Michele Cucuzza ci presenta “Fuori dalle bolle”, il suo nuovo libro: “La rete oltre ad essere estremamente utile consente anche la diffusione di grosse bufale” | INTERVISTA

“La rete è uno straordinario vantaggio, una conquista nella storia della comunicazione dell’umanità.”

Si apre così l’intervista per M Social Magazine al giornalista e conduttore televisivo Michele Cucuzza, il quale raggiunto telefonicamente ci ha presentato e raccontato il suo nuovo libro: “Fuori dalle bolle”. Un manuale di “primo soccorso” (come lo stesso Cucuzza racconta) per ragazzi e famiglie, utile per addentrarsi e districarsi nel mare magnum della rete. Così attraverso la sua esperienza da buon comunicatore ed esperto dei media, Cucuzza suggerisce ai giovani e alle loro famiglie, di non considerare i social solo ed esclusivamente un passatempo, ma di vederli sotto un altro punto di vista, ovvero, come un’opportunità di lavoro.

“I social e la rete, oltre ad essere uno strumento utile”, spiega Cucuzza, “presentano un serio problema, ovvero le “grosse bufale”, che sono un qualcosa di ancor più pericolose delle “Fake news”. Ed ecco perché “Bolle”. Abbiate il coraggio di dubitare!”

Fuori dalle bolle”, è un manuale di primo soccorso utile per comunicare e districarsi nel mare magnum della rete. Cosa possiamo trovare in questo vasto mondo dei social che potrebbe aiutarci o addirittura danneggiare la vita di tutti i giorni?

La rete è uno straordinario vantaggio, una conquista decisiva nella storia della comunicazione dell’umanità. In passato era un privilegio riservato a pochi, come ai giornalisti o a chi svolgeva attività professionali di un certo rilievo nella società. Oggi chiunque si può mettere davanti ad un telefono, un tablet o Pc ed esprime la propria opinione, accede alle fonti e diventa anche a sua volta un media. Basti pensare alle dirette Instagram, adibite a Tv. Il problema c’è ed è un problema grosso. Oltre ad essere una cosa estremamente utile, Internet consente anche la diffusione di grosse bufale straordinarie. Ed ecco qui le bolle. Le bolle dalle quali io invito a fare attenzione e a evitarle sono un qualcosa di peggio delle fake news.

Ci faccia un esempio.

Qualche mese fa la popstar Madonna scriveva: “Il vaccino c’è (riferito alla pandemia da Covid-19), ma non vogliono darcelo perché vogliono tenerci nella paura.” Era una grande bugia, una sciocchezza enorme. Non c’è mai stato il vaccino, adesso finalmente parecchie aziende stanno per distribuirlo ma abbiamo dovuto aspettare quasi un anno. Però se io leggo questa stupidaggine, la condivido, la commento e ci credo, a questo punto cosa succede?. Succede che nei miei siti dove io scrivo, posto una foto o commento, si attivano in maniera inevitabile le notizie o meglio ancora le pseudo notizie da concordare con quanto detto da Madonna.

Ed è cosi che entrano in gioco “le bolle”?

Certo, io entro quindi in una specie di bolla dove tutti confermano la pseudo notizia. Google e gli altri motori di ricerca non mi danno più spontaneamente tutte le notizie, ma mi danno le notizie che corrispondono a quelle sciocchezze dette a suo tempo da Madonna. Ecco qua la bolla. Quindi se non sono sveglio, se non sono lucido e non sono uno che non si accontenta anche di una persona popolare e importante come Madonna, che non è garanzia di autenticità quando dice queste cose, io mi accontento e rischio di finire in una di queste bolle. Dalle quali ovviamente si può facilmente uscire.

Quindi per uscire dalle “bolle”, cosa consiglia di fare.

Bisogna avere il coraggio di dubitare, avere cosi lo spirito critico e chiedersi: “ma siamo sicuri che quello che dice Madonna sia vero?”. Restare prigionieri delle bolle significa farsi una propria verità, isolarsi dentro una propria verità, che non è quella oggettiva. Ed questo il vero grande problema che in questo momento si contrappone ai grandi benefici che ci dona Internet.

Un libro scritto non solo per chi naviga, ma anche per tanti genitori che considerano la rete solo un passatempo dei propri figli. E invece non è cosi, spieghiamo il perché?

Partiamo da presupposto che non c’è nulla di male a stare sui social, io stesso ci sono continuamente. Il problema dei genitori nei confronti dei propri figli è che non devono stare da soli, perché i ragazzi corrono pericoli seri, oltre a quelli appena citati. Quindi da parte loro dovrebbero istruire i propri figli alla navigazione in rete, addestrarli a saper scegliere. Questa è la prima cosa che noi genitori dobbiamo fare. La rete non è un pericolo. Stiamo vivendo la modernità e dobbiamo finirla di pensarla così. La rete oggi appartiene a tutti, l’importante che i genitori non usino internet come baby-sitter elettronica, un po’ come una volta era la televisione. Che poi sia anche un’occasione di lavoro, non c’è il minimo dubbio. Ci sono migliaia di posti di lavoro in vista, basta essere consapevoli che queste opportunità esistono. Ad esempio quanti professionisti sono alla ricerca di una figura professionale che gli curi la parte dei social? Ce ne sono tanti e questo significa che ci sono tante persone che per mancanza di tempo o voglia o inesperti non possono occuparsene. Pensiamo ad esempio alla App Immuni. In Italia è stata un fallimento perché gli italiani ne hanno diffidato e cosi via dicendo. Però se avesse funzionato sarebbe stata una cosa fondamentale creata da un agenzia di specialisti, da ragazzi giovani che hanno saputo mettersi in gioco. Quindi gli sviluppatori di App, hanno un grandissimo futuro davanti a loro.

Quando si pensa a Michele Cucuzza la mente va subito al giornalista o al conduttore di tv e radio. Ma mi chiedevo e le chiedo: “Quando ha capito che la scrittura facesse parte di lei”?

Quando ero giovane pensavo che avrei fatto il giornalista non televisivo, non radiofonico, ma che avrei scritto. Poi le cose sono andate diversamente e ho cominciato in una Radio privata di Milano , che ancora esiste: Radio Popolare. Poi sono andato in Rai e così via dicendo. La scrittura quindi è una passione e un modo di comunicare e manifestare il mio pensiero. Una passione che ho sin da ragazzo. Adesso scriviamo tutti ed è un diritto di tutti. Attenzione però che più si legge e meglio si scrive.

Come giornalista lei ha avuto il privilegio di intervistare tanti personaggi importanti. Ma qual è l’intervista che ancora oggi ricorda con affetto, e quale quella che vorrebbe fare, ma ancora non è riuscito?

Ah ci sono tantissime interviste che vorrei fare (sorride). Mi piacerebbe ad esempio intervistare Joe Biden il nuovo Presidente degli Stati Uniti, che da quello che ho potuto sentire sia dalle Tv italiane che quelle americane, mi sembra una persona estremamente pensosa, non è uno che si improvvisa. Per quanto riguarda noi ecco in questo momento mi piacerebbe intervistare Conte e nello spettacolo Achille Lauro.

A questo punto manca la più bella

Quella con Pertini quando era Presidente della Repubblica. Lo intervistai per Radio Popolare a Milano e mi costrinse a dargli del “Tu”. Un’esperienza bellissima, che ancora ricordo con piacere sia di lui come Presidente sia di quella giornata.

Nel salutarla e ringraziarla le chiedo: “Ci sarà un altro libro in futuro? E magari anche altri progetti in vista?

Certo ho dei progetti di cui vorrei occuparmi, ma è ancora presto per parlarne perché devo ancora vedere se riesco. Personalmente sono una persona che guarda sempre al futuro, sono sempre li a programmare a inventarmi progetti nuovi. E come mi disse Maurizio Costanzo: “Se smetti di pensare di sicuro l’Alzheimer è vicino”. Anche io come lui imparo da lui e quindi mai smettere di progettare pensare e anche fare interviste come sta facendo al Maurizio Costanzo Show.

Allora con uno sguardo al futuro la saluto e al prossimo libro?!

Con molto piacere

Management

Instagram @the_mac_live_management

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Rosa Spampanato

Rosa Spampanato anni 37. Amante della scrittura. Articolista per M Social Magazine Articolista per il Quotidiano LaSicila Collaboratrice per il Magazine Cherrypress e per la testata locale Rivista Zoom Sezioni di Riferimento Cinema TV Musica