Amici 20, la banalità del bene: trionfa la risata “talentuosa” di Giulia | RESOCONTO FINALISSIMA

Una risata conquisterà il mondo: come contraddire Daniel Pennac per racchiudere l’emblema della vincitrice di questa edizione di Amici 20? Giulia Stabile, infatti, è l’icona genuina dell’innocenza giovanile che si nasconde dietro un sorriso timido, ma è pronto ad imbracare l’armatura proprio nei momenti clou delle innumerevoli sfide affrontate. Non ne ricorderemo forse i suoi discorsi, dai quali è fuggita pure sui titoli di coda ma probabilmente ci ricorderemo il suo mondo artistico, che han toccato, grazie alla maestra Veronica Peparini, le corde della sua vita e gli schemi culturali delle nostre, senza arrogarsi il diritto di sentirsi superiore ai suoi compagni d’avventura, ma anzi lavorando assiduamente e umilmente.

Anche contro il fidanzato Sangiovanni, simbolo di una generazione Z che vuol dire la sua sui testi dei giganti, la ballerina romana ha combattuto durante la finalissima senza riprender fiato su molteplici coreografie, riuscendo sempre a essere riconoscibile in ogni disparata melodia fino a guadagnarsi il gradino più alto del talent show. C’è chi grida al distacco accademico con l’altrettanto talentuoso Alessandro – messo in sordina troppo presto con questo meccanismo a dir poco sbrigativo – ma qui, ad Amici, si sa che la spunta in categoria anche chi ha saputo crearsi un personaggio e lei, con le dovute fortune caratteriali che la rendono irresistibile, c’è riuscita alla grande, così come è accaduto per il secondo classificato Sangiovanni rispetto ad esempio alle capacità poliedriche di Aka7even. Rimane, però, l’occasione sprecata per la democratizzazione, perlomeno, dei premi che son stati letteralmente monopolizzati da Sangiovanni , dal Premio della critica assegnato in diretta con voto palese dalle maggiori testate web e cartacea a quello SIAE fino a quello delle radio rilasciato da RDS, Radio 101, RTL e Radio Italia, quasi a render gli altri compagni mere comparse della serata ingiustificatamente.



Aldilà di questi aspetti controversi, sui quali son volati fiumi di parole su tutti i canali social soprattutto riguardanti il valore dimezzato del televoto per l’accesso alla finalissima, Maria De Filippi può allo stesso modo brindare al successo a tutti i livelli. Ai suoi allievi ha regalato, ad esempio, mesi di forte sostegno psicologico, oltre a un futuro sicuramente più rassicurante per proseguire il cammino, dai quali già sta ottenendo grossi risultati umani e artistici. Al suo pubblico, ha comunque reso giustizia, proponendo tanti spunti artistici interessanti a medio termine sui quali poggiare i propri mood e regalandogli la gioia dello studio appena le disposizioni anti-Covid lo avessero consentito. E infine a livello aziendale, grazie alla compressione delle spese, attraverso soluzioni low cost che vanno proprio dalle ospitate musicali di suoi ex allievi, all’angolo promozionale di amici e colleghi di Mediaset, fino alla scelta interinale di giudici – al netto della preparazione accademica – e professori, capaci di movimentare le attese forzate del format, a suon di diatribe (come le celebri guerre fra Zerbi e la Pettinelli o la Celentano contro la Cuccarini) o linee narrative leggere (dall’ironico flirt Zerbi-Arisa all’abbigliamento casual di Stash) e una risposta di audience molto alta, rilanciando il format dopo edizioni sottotono.

Insomma la finalissima, seppur abbia vantato un elevato tasso di banalità e prevedibilità, ha regalato un lieto fine shakesperiano, tra amore e talento che ha potuto soltanto farci uscire un sorriso spensierato e fatto pensare a mente lucida a un accenno di normalità che proprio un anno era impensabile per la vincitrice Gaia.

Luca Fortunato

Nato con la 'penna' all'ombra del Colosseo, sono giornalista pubblicista nell'OdG del Lazio. Accanto alle cronache del mio Municipio con il magazine La Quarta, alterno le mie passioni per la musica e il calcio, scrivendo per alcune testate online (M Social Magazine e SuperNews), senza dimenticare il mio habitat universitario. Lì ho conseguito una laurea triennale in Comunicazione a La Sapienza e scrivo per il mensile Universitario Roma. Frase preferita? "Scrivere è un ozio affaccendato" (Goethe).