Family Day, invece di progredire non facciamo altro che tornare indietro

Lo hanno annunciato da settimane come fosse la prima di un colossal Hollywoodiano con protagonisti Woody Allen e Angelina Jolie, e invece è semplicemente il WORLD CONGRESS OF FAMILIES XIII, il Convegno dell’ipocrisia, dove preconcetti obsoleti argomentano ogni irreale simulazione.

La chiamano famiglia con l’aggiunta del “tradizionale” perché non è facile accettare il progresso quando si vive nell’inefficienza di una bugia grande quanto il timore che incute la realtà delle cose, che tale resta, per quanto ci si ostini a negarla e manifestarla milioni di volte.

Si è liberi, lo ribadisco, di scegliere per se stessi, ma non si può e non si deve nemmeno minimamente immaginare di esserlo limitando gli altri.

La libertà è una delle più grandi conquiste umane, un’intima scelta, una sana benedizione, cerchiamo dunque di non trasformarla in un vergognoso fallimento!!!

Le emozioni non hanno bisogno di stereotipi o gabbie, vivono serenamente libere in ognuno di noi e questo, nonostante sia impossibile da comprendere, appare difficile, almeno agli occhi degli infelici che, per loro indole, non gioiscono mai della felicità altrui e andrebbero, a mio modesto avviso, prima guariti, poi istruiti e non certo nominati ministri.

Il vocabolo famiglia deriva dal termine “faama”, utilizzato da un’antica popolazione italica originaria della zona conosciuta oggi come la Campania, e stava a significare CASA! E la casa, signori e signore, o chiunque voi decidiate di essere, rappresenta quel luogo dove ognuno ci lascia il cuore, e ce lo mette pure, in cui dimorano i sentimenti, dove ci sentiamo amati, protetti, accolti, coccolati dai ricordi che nascono, e crescono, fuori e dentro di noi.

La famiglia non è un destino stabilito, è piuttosto una scelta naturale, da non confondersi con le diverse culture che ci caratterizzano, e ciò indipendentemente dai legami di sangue o dall’orientamento sessuale di chi la compone.

Anche chi preferisce vivere solo o in compagnia dei propri animali ha il diritto di considerare la sua una famiglia! La natura dell’uomo, quella che alcuni dei nostri benpensanti ogni tre per due tirano in ballo, sta nella capacità di creare un ambiente culturale e sociale, non certo nel distruggerlo!

La stupidità uccide, e non solo in senso letterale.

La xenofobia continua a mietere vittime e, seppur quotidianamente venga denunciata, sembra davvero non avere fine perché trova le sue radici nella paura irrazionale che il “diverso” genera, ma l’Essere diversi, a differenza dell’essere arroganti, insensibili e violenti, non è una scelta.

Diversità non è sinonimo di inferiorità, né tantomeno può essere considerata un difetto, o peggio ancora, una malattia. Vorrei a questo punto ricordare all’ormai noto Alessandro, l’evangelico palermitano, il ragazzo con la stabilità mentale del divino Otelma e la sobrietà di Cristiano Malgioglio, colui che asserisce di esser stato “guarito” dall’omosessualità da Gesù, ma anche a tutti quelli che ribollono di ignoranza e disprezzo, che il vero, come il nero, sta bene su tutto e vi invito ad indossarlo, anche perché non serve a nulla nascondersi dietro la maschera di un fariseo!

Mi sorprendono poi, negativamente si intende, tutte le donne e le madri che sposano una causa per giunta a loro sfavore, le quali hanno sicuramente più creme in bagno che sentimenti nel cuore! Pensate un po’ cosa aleggia all’interno della loro scatola cranica. Non sarà che la plastica che invade i nostri mari ha finito per inquinare anche il loro cervello?

E di quegli uomini che hanno la scritta ‘’uomo’’ sull’elastico delle mutande giusto come promemoria è davvero opportuno parlarne?! Non riuscirebbero a comprendere ciò che esiste oltre il loro naso neanche se gli dessero in doppia copia le istruzioni!

Eppure l’Italia è una nazione che ha dato i natali a menti illustri in ogni campo, dalla letteratura alla fisica! Oggigiorno, molti si professano intellettuali, politici, salvatori, ma a chiamarli emeriti affabulatori si farebbe prima e meglio!

È imbarazzante, e allo stesso tempo terrificante, che in un’epoca come la nostra si senta ancora la necessità di categorizzare, discriminare e stabilire dei ruoli. Lo è ancor di più il fatto che istituzioni governative, cui spettano i doveri di garantire parità ai propri cittadini, patrocinino manifestazioni che palesemente la ledono.

Non me ne vogliate, ma siccome l’intelligenza e le capacità cognitive pare vengano ereditate, io per estirpare una volta e per sempre questi mali li sterilizzerei, semplicemente, così da garantire ai posteri un futuro migliore. Invece di progredire non facciamo altro che tornare indietro.

Tra non molto, scommetto, sentiremo esclamare nei pressi di qualche grotta: ‘’Wilma dammi la clava!’’.

Ci hanno insegnato ad avere pietà per i morti, ma dovremmo averne molta di più per i vivi, soprattutto per coloro che non conoscono, e non riconoscono, l’amore.

Simone Di Matteo

Simone Di Matteo, curatore della DiamonD EditricE, autore, scrittore e illustratore grafico è tra i più giovani editori italiani. I suoi racconti sono presenti in diverse antologie.Nel 2016 partecipa con Tina Cipollari alla V edizione del reality show Pechino Express in onda su Rai2 formando la coppia degli Spostati. Dopo Furore (tornato in onda in prima serata su RAI2 nel marzo 2017) 
è tra gli ospiti del nuovo esperimento sociale in onda su Rai4 Social House. Attualmente è impegnato in una missione segretissima a favore della pace nel mondo. Web: www.simonedimatteo.com