Malika Ayane presenta MALIFESTO, il suo sesto album | CONFERENZA STAMPA

“Vi presento Manifesto il mio sesto Album, che racconta e rappresenta il nostro presente. Un album che al suo interno ha un po’ del primo album e un po’ del secondo. Dieci brani che appunto manifestano il presente. Un disco nato da molteplici collaborazioni ed il primo Album creato interamente in Italia e con una produzione tutta italiana.”

Si apre così la presentazione di “Manifesto”, il nuovo album di Malika Ayne, che in conferenza stampa ha raccontato e si è raccontata attraverso questo nuovo progetto discografico, che arriva subito dopo la sua partecipazione a Sanremo 2021.

In uscita il 26 marzo, questo album, è un inno alla riscoperta del valore delle emozioni e all’importanza di manifestarle, alla leggerezza, il migliore degli atteggiamenti per mettersi di fronte alle cose senza paura, con il coraggio di riconoscersi anche quando tutto attorno cambia. Una fotografia di diversi stati d’animo che Malika Ayane ha deciso, a modo suo, di manifestare.

“Il titolo di questo album”, spiega Malika, “nasce da una serie di emozioni e nuovi istanti vissuti. Un gioco di parole che a me piace sempre fare. Devo ammettere che su i titoli degli album non ho mai avuto problemi, ho un talento innato(sorride). A parte gli scherzi, è un disco che ha sorpreso, perché è andato tutto molto bene senza intoppi.”

Con la sua voce dalle sfumature inconfondibili, Malika Ayane è da sempre un riferimento di cantautorato raffinato e contemporaneo, che si è distinta per le sue sonorità e per la costante ricerca di toni diversi. Malika Ayane è un’artista che tramite la sua voce e i testi delle sue canzoni ama narrare il presente, e lo fa anche in “malifesto” (Sugar), il suo sesto progetto discografico prodotto con Antonio Filippelli e Daniel Bestonzo, registrato a Milano, che contiene il singolo inedito con cui si è esibita nella 71° edizione sanremese, dal titolo “Ti piaci così”, brano che racconta la consapevolezza di sé, lo scoprirsi risolti, l’avere voglia di vivere con gusto, il riconoscersi senza biasimo, il celebrare se stessi per il solo fatto di essere al mondo.

“In questi anni, ho imparato una lezione davvero importante”, continua Malika, “è importante(sia nel lavoro che nella vita), fare quello che si sente, e per la musica, è antimusicale cercare di inseguire l’attualità, la moda, anche perché oggi è fatta così e domani chissà. Cambia sempre ed è sempre in evoluzione.”

A chi le chiede poi quali siano le sue emozioni in merito ai nostri giorni e con quello che stiamo vivendo, lei spiega: “Ogni giorno vivo attraverso diverse fasi di stati d’animo. Delle volte mi sento piccola e fragile, ma poi mi rendo conto che ho la responsabilità di essere positiva, anche perché io sono sempre molto positiva. E allora mi rendo conto che devo esserlo per chi mi segue e per chi ho accanto. Ma voglio dirvi che ogni tanto fa bene sentirsi smarriti, credo sia giusto sentirsi cosi.”

Il suono è principalmente composto da batterie strette registrate con pochissimi microfoni, filtrate nei simulatori di nastri e Vinile e Drum Machine come la Linn o la CR78 che creano il tappeto ritmico. Il basso Hofner è stato utilizzato apposta per creare un disco “bassocentrico”. Pochissime chitarre elettriche, mentre viene dato più spazio a strumenti acustici a corda come la chitarra classica, l’ukulele, la chitarra acustica e l’AutoHarp. Per i tasti la scelta è caduta su pianoforte verticale, Clavi, Rhodes e synth come Juno 60, Jupiter, il tutto abbracciato da tappeti di Mellotron e Archi.

Un linguaggio che Malika Ayane usa per descrivere i temi attraversati in “malifesto”, un album che si configura come un vero e proprio racconto delle emozioni in maniera universale, pura ed essenziale. Lo spirito dell’album è perfettamente rappresentato da una copertina semplice ma intensa, un’opera di Max Cardelli: un ritratto dinamico di Malika Ayane in bianco e nero, come se fosse stata colta nel momento del salto verso quella miriade di emozioni e stati d’animo che ha deciso di manifestare attraverso la musica. La scritta del titolo dell’album posta al centro, un’immagine pulita e tangibile, totalmente in linea con il messaggio del disco.

“Quando ho pensato all’album”, spiega Malika, “Ho cercato di pensarlo mentre si ascoltava in casa o in auto. L’ispirazione primaria di questo album è arrivato soprattutto dai suoni francesi, con malinconie romantiche ma rassicuranti, ed averlo registrato a Gennaio(quando sembra che si fermi tutto il mondo), è stato davvero utile per me.”

Un album composto da 10 brani che Malika Ayane ha scritto e composto insieme, tra gli altri, a Pacifico, Antonino Di Martino, Alessandra Flora, Leo Pari, Colapesce, Antonio Filippelli, Daniel Bestonzo e Rocco Rampino. Il viaggio di Malika Ayane parte da “Peccato Originale”, l’amore irrazionale, e prosegue con “Ti piaci così”, brano sul riconoscersi e celebrarsi per essere al mondo. Da “Telefonami”, il sapore malinconico di un amore appeso nonostante il tempo e la distanza, la tracklist continua con il racconto della maturità in “Come sarà” e la celebrazione dell’agire nonostante le avversità in “Per chi ha paura del buio”. Sesto brano del disco è “Mezzanotte” a cui seguono il bisogno di vivere senza sovrastrutture descritto in “A mani nude”, la necessità di splendere raccontata in “Brilla”, il bisogno di sciogliere le catene in “Formidabile” e, infine, la consapevolezza di esserci raccontata in “Senza Arrossire”.

“C’è molto del cinema francese”, conclude Malika, “C’è molto del cinema francese in questo Album soprattutto del Cinema anni ’60. Negli anni ho imparato ad essere meno scientifica e più esistenzialista. Ho reimparato ad ascoltare la mia voce e personalmente sono riuscita anche a eliminare qualche paranoia di troppo…e direi finalmente, era ora.”

Rosa Spampanato

Rosa Spampanato anni 37. Amante della scrittura. Articolista per M Social Magazine Articolista per il Quotidiano LaSicila Collaboratrice per il Magazine Cherrypress e per la testata locale Rivista Zoom Sezioni di Riferimento Cinema TV Musica

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