L’arte di parlare a regola d’arte: fra una è e una é che differenza c’è?

Se ci fossero regole precise sull’uso del suono aperto o chiuso delle vocali, risolveremo in pochi attimi il problema dell’uniformità della nostra lingua, l’Italiano.

Parleremmo tutti in dizione perfetta!
Non è così, è naturale, e i millemila dialetti italiani lo dimostrano.I dialetti sono una risorsa, li abbiamo quasi solo noi.Ma se vogliamo parlare in dizione, o almeno saperlo fare (non è detto che ci servirà sempre), è indispensabile partire dal suono aperto o chiuso delle “e”.E’ il primo tassello. (Tassèllo in italiano, tasséllo in sardo 😉 ).Non potrei scrivere qui tutte le regole e tutte le eccezioni, ha poco senso e sarebbe davvero dispersivo. Chi desiderasse approfondire, può acquistare il mitico DOP, Dizionario d’Ortografia e di  Ortopronunzia edito da Rai Eri, scritto da Migliorini, Tagliavini e Fiorelli.

Io vi do due regole al volo, ma che da sole fanno molto.

Il suono “è” va sempre pronunciato aperto nelle desinenze in  èndo del gerundio (leggèndo, facèndo, pulèndo), nei nomi che terminano in enda-ende (agènda, faccènda, tènda, bènda) e nelle desinenze in ètte, ètti, èttero come vendètti, credètte o gemèttero.

Lo stesso vale per èbbe, ènnio, ènso, ènto e èsi.

E’ interessante, lo so. Consideriamo che le regole senza eccezioni sono circa trenta, e poi ce ne sono altre quindici con eccezioni. Questo per il solo suono della e aperta.

Moltiplicate il tutto per i sette suoni vocalici, aggiungete le esse e le zeta sorde e sonore e capite quanto è vasta la materia.

Parliamo del consiglio della settimana, riguarda la respirazione.
Respirare bene, a fondo, riempiendo i polmoni, senza muovere troppo le spalle, è un’ottimo inizio.

Ogni suono che esce dalla bocca è fortemente condizionato dalla qualità della respirazione.

Più la colonna d’aria generata dai polmoni (che usiamo come un mantice) sarà densa e precisa, tanto più il suono che ne uscirà sarà bello e forte. Ogni speaker professionista ha ad esempio fra le caratteristiche vocali un gran bel volume. Sappiamo tutti parlare a voce alta per ore senza stancarci.

Nel video spiego che il famoso uccello si chiama cucùlo e non cùculo. Non è una parola che diciamo tutti i giorni (salvo forse gli ornitologi) ma è bello saperlo.

L’esercizio di questa settimana è semplice: inspirate a fondo e quando espirate usate piccole emissioni di fiato per piccole azioni ascendenti e discendenti, sempre con la vocale a.

Grazie sempre a M Social per l’ospitalità e grazie a voi che siete arrivati a leggere fino a qui.

Prima lezione: Scaldiamo la voce: videoesercizi
Seconda lezione: Usare correttamente il diaframma: videoesercizi
Terza lezione: Mandibola arrugginita? Prova con la matita! videoesercizi
Quarta lezione: Mettiamo l’accento sul giusto accento 


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Marco De Domenico

Speaker e doppiatore pubblicitario, Marco è stato voce ufficiale di Italia Uno, di Nickelodeon e di RMC. Attualmente è la voce ufficiale di Pop, di Radio Kiss Kiss Napoli e di Radio Mc Donald’s. E’ in onda nel weekend di Radio Company con un suo programma di notizie musicali. Insegna dizione e uso della voce presso Accademia 09 di Milano. 42 anni, single, ha due figli ancora piccoli. Da 22 anni vive, cammina e si allena con una sola gamba, l’altra gli è stata amputata da ragazzo cadendo in moto. La disabilità non gli ha tolto la voglia di fare e di vivere, va ancora in moto e si sta allenando per fare il giro del mondo in bicicletta.

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