La parola chiave de L’Arte di Parlare a Regola d’Arte

Nella semantica del linguaggio per parola chiave si intende quel termine che in un testo si presenta più volte di quanto ci si aspetterebbe. Spesso le parole chiave sono parole che identificano al meglio il significato del testo in cui sono inserite.
Nella lettura, la parola chiave sarà la parola sulla quale appoggeremo la nostra voce per dare un preciso senso al testo, anziché un altro.
Facciamo un esempio con una frase semplice:
“Stasera vado a cena da mia nonna”
Se appoggio la voce su “Stasera”, significa che andrò questa sera e non domani sera.
Se appoggio su “vado” significa che in passato l’ho paccata ma questa sera no.
Se appoggio su “mia” è chiaro che non andrò da altre nonne al di fuori di lei.
Se appoggio la voce su “nonna” con ogni evidenza non andrò a cena da mia zia, o da mia sorella e nemmeno da mia mamma ma proprio da mia nonna.
La frase è sempre la stessa, nella sua forma scritta, ma dai significati di volta in volta diversi a seconda di come appoggeremo la voce sulla parola chiave.
Come mi è già capitato di scrivere, la lingua si chiama lingua proprio perché si riferisce a qualcosa di sonoro.
La lingua è una suggestione acustica, la sua forma scritta solo un tentativo di tramandarla traducendo in simboli quel che dovrebbe essere un suono.
E’ la stessa differenza che passa fra il pentagramma di Imagine e l’ascolto di Imagine. Vi suggerisce la stessa emozione?
La risposta dopo la pubblicità.
E a proposito di pubblicità, suggerisco spesso ai miei lettori che intendono intraprendere la carriera di speaker e doppiatore di ascoltare con attenzione la voce degli spot. Sono tutti attori professionisti che come me prestano la voce al servizio di un marchio. E’ più bello quando il marchio o l’associazione che reclamizziamo veicola dei valori che condividiamo. Diciamo che è più facile. Ma fare il nostro dovere quando non siamo d’accordo è molto professionale.
L’esercizio di questa settimana, la prima del mese di dicembre, è proprio questo. Ascoltiamo con spirito critico il doppiaggio delle pubblcità e dei film, impariamo a fare nostro quel mondo di suoni e di colori della voce che rende così affascinante la nostra bella lingua italiana.
La parola difficile della settimana è pesca. Cosa c’è di strano nella parola pesca?
Se pronunciata con la e aperta, quindi “pèsca”, intendiamo il frutto.
Se pronunciata con la e chiusa, quindi “pésca” è invece lo sport, l’atto del pescare.
In ultimo rispondo a Edoardo, un giovane lettore de L’Arte di Parlare a Regola d’Arte che mi chiede che scuole sarebbe opportuno frequentare per imparare a usare la voce per lavoro.
Luca, senz’altro per prima cosa un corso di dizione.
Poi uno di recitazione, uno di predoppiaggio e infine un bel corso di doppiaggio.
Infine, la scuola più difficile è quella il cui maestro è il microfono, tanto affascinante quanto inflessibile.
L’orecchio umano è una vecchia zia, il microfono una madre affettuosa ma severa.

Marco De Domenico

Speaker e doppiatore pubblicitario, Marco è stato voce ufficiale di Italia Uno, di Nickelodeon e di RMC. Attualmente è la voce ufficiale di Pop, di Radio Kiss Kiss Napoli e di Radio Mc Donald’s. Presta la voce per molti brand internazionali. Insegna dizione e uso della voce presso Accademia 09 di Milano. 43 anni, single, due figli, Marco ama andare in moto, il cinema e soprattutto la musica.

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